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Chiesa di San Giorgio
La
chiesa gotico aragonese di San Giorgio fu edificata tra il XV e il XVI
secolo in trachite rossa, con caratteristica ampia facciata a capanna
decorata da rosone e archetti trilobi. L'interno ad una navata con arconi
a sesto acuto, ospita il retablo di San Giorgio, che si inscrive nella
tradizione figurativa della prima metà del Cinquecento in Sardegna.
Si ritiene che i retabli o le pale d'altare coincidano nella realizzazione
con i periodi direttamente legati alle epidemie di peste in quanto sono
l'espressione di una grande paura che si impossessava degli animi. Nel
primo registro in basso del basamento si ravvisano San Paolo e , verso
sinistra, Sant'Antonio da Padova e San. Francesco, mentre San Pietro
risulta mancante; in alto, da sinistra a destra, compaiono i santi Ambrogio,
Gregorio, la Madonna con il Figlio morto, Gerolamo e Agostino. Sovrasta
quest'ampia predella una serie di scene che, da sinistra a destra illustrano
l'Annunciazione, San Giorgio e il drago, San Gavino a cavallo e la Visitazione.
Nella fascia superiore, partendo sempre da sinistra, si innestano la
Natività, l'Adorazione dei Magi, la Presentazione al tempio e la Resurrezione;
nell'ultimo livello la Pentecoste, l'Ascensione, la Sacra Famiglia con
Sant'Anna, l'Assunzione, l'incoronazione della Vergine e, al colmo,
la Crocifissione. Ai lati della nicchia si scalano sei figure di santi,
tre per parte, tra cui gli evangelisti; lungo i polvaroli oltre a santi
e sante talvolta di difficile identificazione, non avendo sempre gli
attributi di riconoscimento, eccezione fatta Santa Barbara e Santa Agnese,
si ravvisano a sinistra San Giovanni Battista, Sant'Andrea, Santa Tomasa
e San Bartolomeo; a destra il busto del committente, San Giovanni, San
Rocco, San Michele Arcangelo.
Nella nicchia centrale, scultura lignea policroma raffigurante San Giorgio
che presenta caratteri tipici dell'opera vernacolare estrinsecata dall'ingenuità
espressiva, dalla rigidezza dei gesti e dalla semplicità dei piani.
Dopo un lungo intervento restaurativo, e la conseguenziale assenza dell'opera
per circa quaranta anni da Perfugas, dal 1995 le tavole del polittico,
per motivi si sicurezza e climatici, sono state ricollocate in un apposito
ambiente annesso alla chiesa parrocchiale. Il Retablo
di San Giorgio per comprensibili ragioni di sicurezza, è custodito all'interno
della parrocchiale di Santa Maria degli Angeli, in una cappella laterale,
appositamente allestita. Si tratta di uno degli esempi più fulgidi,
fra quelli rimasti intatti nell'isola, di questo particolare genere
di opera d'arte, dove pittura e intaglio del legno sembrano rivaleggiare
in sontuosità sfavillante. La complessa struttura a telaio gotico è
divisa in cinque zone verticali, per un totale di 51 dipinti. Opera
di un artista anonimo del XVI secolo, che certamente conobbe e assorbì
la lezione del cosiddetto Maestro di Ozieri, il retablo è stato di recente
restituito al pubblico dopo un restauro lunghissimo e complesso, che
lo ha tenuto per circa trent'anni lontano dall'osservazione degli studiosi.
Per questa ragione il dipinto è ancora in attesa di una sistemazione
critica adeguata.
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